12 maggio 2015

Accessibilità è anche rendere fruibile un servizio

Quando la disabilità – e soprattutto le competenze culturali, professionali e umane – ispira un modello di formazione e consulenza utile a tutti, senza distinzioni: è questa la filosofia del Progetto “Yeah!”, presentato nei giorni scorsi, che punta a mettere in contatto la domanda di formazione, istruzione e tutoraggio e l’offerta di corsi che divulgano saperi e conoscenze. Perché l’accessibilità non si misura solo abbattendo barriere, ma anche rendendo fruibile un servizio Urko Carmona Barandiaran Un allenamento dello spagnolo Urko Carmona Barandiaran, campione del mondo di paraclimbing, intervenuto alla presentazione del Progetto “Yeah!”. Il fortissimo scalatore su roccia ha ottenuto risultati straordinari, battendo anche numerosi atleti senza disabilità, nonostante l’amputazione della gamba destra Qualche tempo fa due giornalisti di rango come Massimo Fini e Maurizio Molinari [se ne legga su queste stesse pagine, N.d.R.] sono andati in conflitto, l’uno perché a causa della prossima cecità riteneva di non poter più lavorare, l’altro, più giovane, non vedente e costretto a trovare lavoro all’estero a causa della propria disabilità, perché non ha retto il nesso di causalità tra cecità e impossibilità di lavorare, sottolineato da Fini. «Con la sua scelta – aveva scritto Molinari – il signor Fini legittima quelli che hanno rifiutato di farmi lavorare. Non nasconda dietro l’handicap una sua libera scelta». La condizione di disabilità, come altre condizioni della vita, mette le persone alla prova e, come detto, due sono le possibili risposte: rinunciare a sperimentare ogni percorso che indichi la via dell’autonomia; o darsi da fare, e molto seriamente. Fabio Lotti e Marco Andreoli – economista non vedente l’uno, filologo ipovedente l’altro – hanno scelto questa seconda strada, mettendo a disposizione del pubblico le proprie competenze culturali, professionali e umane. In poche parole hanno lasciato che la propria disabilità ispirasse un modello di formazione e consulenza utile a tutti, senza distinzioni. Si tratta del Progetto Yeah!, nato all’interno della Cooperativa Sociale veronese Quid e specializzato sulla disabilità e sull’accessibilità dei servizi. Qualche giorno fa è stato presentato sul palco del Gardaland Theatre, nell’omonimo parco divertimenti sul Lago di Garda, durante l’evento denominato Lanciati oltre i limiti e a supporto del messaggio sono intervenute alcune persone con disabilità che hanno raggiunto grandi risultati nello sport, nel lavoro e nell’impegno civile, raccontando la propria esperienza e testimoniando che i limiti per chiunque, con o senza disabilità, sono soprattutto mentali. In particolare sono intervenuti Simone Salvagnin, atleta plurimedagliato di paraclimbing, non vedente e Urko Carmona Barandiaran, trentatreenne spagnolo campione del mondo nella stessa specialità e fortissimo scalatore su roccia, che nonostante l’amputazione di una gamba ha raggiunto risultati straordinari battendo atleti senza disabilità. Si sono esibiti inoltre anche Elena Travaini e Anthony Carollo, lei che non ci vede e lui che in scena si benda, fondatori del Progetto Blindy Dancing – Danzare a occhi chiusi, maestri e non solo ballerini. Nel logo del progetto, la lettera iniziale della parola Yeah!, la ipsilon, è stata trasformata graficamente in una fionda, proprio per indicare che quando qualcuno si lancia nella marea della “possibilità” forse rischia, ma sicuramente cresce. Lanciati oltre i limiti, come detto, è stato infatti il titolo della presentazione, perché chi ha una disabilità non è diverso, ma per guadagnare fette sempre più larghe di autonomia, deve sperimentare modalità spesso note solo a chi ha già vissuto l’esperienza (un’altra persona con la stessa disabilità, ad esempio). Il fine che persegue il progetto, allora, è proprio quello di mettere in contatto la domanda di formazione, istruzione e tutoraggio e l’offerta di corsi (anche a domicilio o via Skype o in formula mista) che divulgano saperi e conoscenze. Momentaneamente Yeah! Si rivolge alle persone con disabilità visiva, perché i fondatori hanno appunto questa disabilità. Ma nulla vieta che il modello di formazione possa essere replicato per altre forme di disabilità. Il concetto di formazione, inoltre, è rivolto anche a persone senza disabilità che vogliano imparare a mettersi correttamente in relazione con persone con bisogni speciali, tra cui le persone con disabilità . Perché l’accessibilità non si misura solo abbattendo le barriere architettoniche (o percettivo-sensoriali), ma anche rendendo fruibile un servizio.

Letto su http://www.ileanaargentin.it/

Articolo interamente tratto da http://www.superando.it

11 maggio 2015

Integrazione, la testimonianza: "Io, disabile, su Facebook grazie agli studenti"

Gli ospiti della coop L’Ovile imparano l’informatica grazie ai giovani del liceo Moro di Alessandra Codeluppi. Un clic per sentirsi meno soli. Spesso, infatti, le barriere che i disabili devono affrontare non sono fatte soltanto di muri, ma anche di cultura e mancate opportunità. Ad abbatterle ci stanno pensando alcuni studenti del liceo Moro: sono loro, infatti, gli speciali insegnanti di 18 disabili adulti, seguiti dal centro socio-occupazionale ‘Nessuno escluso’ che fa parte della cooperativa sociale L’Ovile. Da gennaio, ogni giovedì pomeriggio, alcuni ragazzi delle classi terze e quarte della scuola, iscritti all’indirizzo scienze applicate, trascorrono un paio d’ore con i disabili davanti al computer nelle aule del Moro.
«È la prima volta - spiega Gianluca Romersa, referente di Officina educativa del Comune - che il progetto ‘Giovani protagonisti’ coinvolge i disabili in un’iniziativa». L’input è venuto proprio da loro: «Ci hanno chiesto di poter imparare un po’ di informatica: c’era chi aveva già qualche conoscenza, ma altri partivano da zero», spiega Giulia Martinelli, referente del progetto ‘Nessun escluso 2.0’ che coinvolge anche altri operatori sociali come Gabriella Riccò, Monia Spallanzani, Marco Ferretti, Francesco Bedogni - un ragazzo che fa il servizio civile - e il coordinatore Tommaso Menozzi. «Hanno imparato a inviare una mail, usare il programma word, scrivere un curriculum, aprire un profilo facebook ma anche a cercare foto e informazioni. Soprattutto - spiega Martinelli - volevano sentirsi più autonomi attraverso l’uso del computer».
L’entusiasmo trapela dalle voci dei disabili. «Finalmente mi sono iscritto a facebook - dice Paolo, 45 anni -. Ho già chiesto e ottenuto diverse amicizie. In più ho fatto alcune ricerche sulla trasmissione tv ‘Ti lascio una canzone’». Federico Bocchi, lo studente che lo segue, all’inizio era scettico: «Non sapevo se sarei stato all’altezza di insegnare, poi ho visto ogni giorno qualche miglioramento. Ogni giovedì esco felice dall’aula». Dante, 40 anni, non era un neofita: «Avevo imparato qualcosa quando andavo alla scuola professionale. Qui ho usato power point e fatto ricerche sull’arte». La sua tutor, Gaia Fontana, è stupita: «Dante riesce a riconoscere una chiesa a partire dalla foto di guglia. È simpatico e molto divertente». Annamaria Morlini, insegnante di informatica, è la referente per la scuola: «I ragazzi si sono impegnati tanto, ma non solo: si sono creati legami d’amicizia con i disabili».
Ecco i nomi dei ragazzi del Moro: Gaia Fontana, Luca Contalbo, Isabel Badodi, Maicol Balduino, Tommaso Becchi, Francesco Caroso, Francesca Bernuzzi, Manel Rahmouni, Federico Bocchi, Debora Di Lorenzo, Fabio Leanti, Luca Rinaldi, Alessandro Vacondio, Sara Zouhri, Cristian Pomponio, Cesare Oliveri.
di Alessandra Codeluppi
 
Articolo interamente tratto da http://www.ilrestodelcarlino.it/

08 maggio 2015

8 Maggio Giornata Mondiale della Talassemia

Credit Photo www.skuola.net
Cari amici oggi 8 Maggio 2015 è la giornata mondiale della talassemia (una malattia ereditaria che comporta anemia, cioè una diminuzione della presenza di emoglobina utile al trasporto dell'ossigeno nel sangue. fonte Wikipedia).
Per far fronte a questa malattia molto diffusa in Sardegna servono delle urgenti trasfusioni di sangue. Sangue che purtroppo, soprattutto nella mia Regione manca da molto tempo. Per cui vi invito, chi può, per favore a donare il sangue. Un piccolo, grande gesto che salva per davvero una vita umana.
A tal riguardo pubblico un appello pubblicato su Facebook da Ivano Argiolas presidente dell’associazione “Thalassa Azione”, da lui fondata nel 2011, di cui questo Blog si è già occupato in passato (vedi http://nientebarriere.blogspot.it/2013/04/talassemia-una-cura-rivoluzionaria-new.html).

07 maggio 2015

Festival delle Abilità Differenti, 17a Edizione

Dal 16 al 26 maggio si svolgerà la 17a edizione del Festival delle abilità differenti, organizzato dalla Cooperativa Nazareno, il titolo di quest'anno è "Invincibili fragilità".
Come ogni anno le città che ospiteranno questo evento sono Bologna, Carpi, Correggio e Sorbara.
Il Festival delle abilità differenti ha come scopo quello di far comprendere che ogni persona, al di là dei propri limiti, può esprimere, attraverso l'arte, le proprie potenzialità .
Dalle fragilità può nascere la speranza attraverso il talento, che è espressione dell'anima, e trasformarsi in bellezza invincibile.
Nelle città su citate si svolgeranno vari appuntamenti:

Un percorso per disabili nell’area archeologica di Tamuli

Mercoledì 19 maggio sarà inaugurato il percorso per disabili visivi realizzato nel complesso archeologico di Tamuli dalla Fondazione Promotea alla quale il comune di Macomer ha affidato la gestione dei siti archeologici e museali. Il percorso è stato realizzato nell’ambito del progetto “Tamuli in ogni senso”, un progetto sostenuto dall’assessorato regionale alla Cultura e dalla Soprintendenza ai beni archeologici, finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna e cofinanziato dall’Unione dei Comuni del Marghine.

06 maggio 2015

La pizza sospesa di Ciro Oliva. Cento pizze per la solidarietà

La pizza sospesa di Ciro Oliva. Cento pizze per la solidarietà nell'iniziativa (replicabile) in stile partenopeo.
Il giovane pizzaiolo del rione Sanità segue le orme dei suoi predecessori e dedica uno spazio alla pratica della pizza sospesa: offerta libera pensando agli avventori in condizioni precarie. La prima distribuzione si è svolta lo scorso 1 maggio, ma con il supporto della Comunità di Sant'Egidio c'è l'intenzione di replicare.


Da Concettina ai Tre Santi

La Caritas si mobilita per il Nepal

Il dramma in Nepal, con migliaia di vittime e di dispersi, ha trovato subito la solidarietà internazionale. La Caritas ha avviato immediatamente una raccolta di fondi per aiutare la popolazione.
Il direttore di Caritas Nepal, padre Pius Perumana, ha dichiarato: «Si tratta del peggior terremoto di cui ho mai avuto esperienza; le scosse di assestamento sono state ancora molto forti e da quello che possiamo constatare al momento potrebbe trattarsi di una una situazione di grave emergenza. Grazie al cielo il terremoto si è verificato di giorno e durante una festività, cogliendo quindi molte delle persone all'aperto».

02 maggio 2015

Speleologia e Disabilità

La Federazione Speleologica Toscana sta preparando per il 9 maggio 2015, presso la sala congressi del Museo di Storia Naturale di Livorno, l’evento “Speleologia e Disabilità”. 
L’interesse e le esperienze realizzate ci fanno promotori in un ambito nuovo per la speleologia; questo progetto sarà realizzato grazie alla collaborazione attiva dei Gruppi Grotte e dei singoli speleologi che hanno sperimentato l’esperienza di accompagnare persone diversamente abili in una grotta, lasciando anche a loro spazio per raccontare le emozioni vissute.
Una giornata dedicata alla conoscenza reciproca con l’obiettivo di vivere la grotta con modalità nuove. Gli speleologi metteranno in campo le loro risorse per rendere accessibile il mondo sotterraneo a tutte le persone, indipendentemente dalle proprie difficoltà. Un percorso che necessita di un linguaggio di espressione e di comunicazione con la persona disabile. Metteremo a confronto realtà, esperienze ed emozioni per capire quanto e cosa è possibile proporre, lavorando insieme ad un progetto divulgativo di una speleologia senza barriere.

29 aprile 2015

"L'Autismo secondo me" di Giovanni Tommasini

Cari amici, sono lieto di ritornar ad ospitare in questo spazio un nuovo articolo del nostro Giovanni Tommasini. Per chi non lo conoscesse, Giovanni lavora da oltre 25 anni a contatto con dei ragazzi colpiti da Autismo (Disabili Intellettivi e Relazionali). Malattia questa che porta spesso solitudine e disperazione non solo nelle persone colpite da questa disabilità ma anche e soprattutto alle loro famiglie, le quali purtroppo, con l'andar del tempo, non riescono più a seguire i loro cari.
Figure professionali e strutture dove lavora Giovanni sono dunque fondamentali per chi è costretto a vivere il "sistema" autismo. La grande esperienza professionale del nostro amico, l'ha portato in questo ultimo periodo a condividere alcuni momenti della sua vita professionale, grazie alla stesura di alcuni libri che lo stesso Giovanni scrive e commercializza come editore di se stesso.
"Sono Cesare ...Tutto Bene" e "Nata Scalza - Io, mamma figlia dell'Autismo" sono diventati in breve tempo dei veri e propri saggi e guide per quanti vogliono avvicinarsi nel modo giusto al mondo dell'AUTISMO. Una patologia poco conosciuta, fattore però di forte discriminazione della nostra società verso quanti vivono sulla propria pelle il "sistema" Autismo. 
Vi ricordo infine che, per quanti volessero acquistare una copia dei libri di Giovanni Tommasini, possono mandargli un email (giovannitommasini8@gmail.com) o telefonarlo al numero 348/1124999.

Raimondo

L'AUTISMO SECONDO ME
Questo mio contributo alla conoscenza
Condizione umana ESTREMA, vissuto spaziotemporale che va facilmente in frantumi, i pezzi della realtà ricomponendosi in un mosaicismo labirintico in cui il soggetto autistico e i familiari coinvolti vengono rapiti.
Vite in ostaggio dell'autismo.
Regaliamo accoglienza, attenzione, ascolto, presa in carico di questa drammatica esperienza per creare sortie di secours, uscite di sicurezza per i membri del sistema famiglia coinvolti in questa drammatica quotidianità.

24 aprile 2015

Aiutiamo Deborah a non morire. Le servono cure costose all’estero

Mamma 40enne di Sangiano soffre di una malattia rara che la uccide lentamente. L’unica chance è un viaggio della speranza a Londra o Dallas: appello dei familiari.

Deborah non può più abbracciare i suoi figli, non può alimentarsi, non può uscire, non può indossare gli abiti che portava prima, perché rischia di morire.
Affrontare una malattia grave è difficile, quando si tratta di una malattia rara la vita può presentarsi molto più che drammatica, sfiorare la tragicità. Se non parte subito per la costosa terapia all’estero, difficilmente qui, a Varese come in Italia, senza le adeguate cure, potrà sopravvivere a lungo.

Un nemico subdolo

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